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   Data: 04 Agosto 2004

Autore dell'articolo: Dario Scavelli

Durata: 6’ 41”

A cura di: Dario Scavelli

Riprese: Cristina Sammartano

Montaggio: Cristina Sammartano

Link di approfondimento: www.estateromana.comune.roma.it

Daniele Formica

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Dopo 34 anni di palcoscenico Daniele Formica riflette sulla sua esperienza umana e professionale e ci fa riflettere su una realtà che conosciamo bene ma della quale non vogliamo o non possiamo renderci conto: perché la gente esce di casa, paga e si commuove o comunque prova dei sentimenti veri di affetto, di emozione o di odio per vedere una finzione dichiarata? Lo spettacolo, sia esso cinematografico o teatrale, è chiaramente ed ufficialmente finto. “Sembra Vero!” si dice come massimo complimento e se viene detto ad un attore o ad un regista, lo si riceve con grande piacere felici di aver fatto il proprio dovere. Dire “E’ una patacca!…” nella vita di tutti i giorni è un furto, mentre nell’ambiente dello spettacolo se si recita, si scrive o si dirige male (o fuori dalle convenzioni) diventa un’offesa per chi è venuto a vedere… il Pubblico (quello con la P maiuscola, quello dei veri intenditori, per intenderci) non lo si può fregare… forse qualche “amico” del momento, forse i vari sordi e/o opportunisti pronti a “mentire” ad ogni occasione… ma gli “spiriti puri”, quelli che non si vergognano di provare Emozioni come dei bambini, quelli “sentono” la disonestà senza neanche capire quasi il perché. La sentono sulla propria pelle. E sentono anche e soprattutto la Verità della Finzione. E’ tutta in questo ossimoro la formula del Teatro. Daniele Formica ci prende per mano e come un Prestigiatore Traditore, usando i suoi pezzi classici scritti e recitati in questi anni, ci spiega i trucchi… il dietro le quinte. Come un chirurgo viviseziona l’emozione che ci ha fatto provare lui o i suoi colleghi più blasonati, da Gassman ad Albertazzi, da Paolo Stoppa a Carmelo Bene, da Eduardo e Pupella Maggio passando per Glauco Mauri e Tino Buazzelli, facendoci vedere come Aldo Fabrizi (che era un grandissimo attore tragico) avrebbe potuto fare il Riccardo III di Shakespeare, se avesse voluto, o come Dario Fo avrebbe potuto riscrivere, secondo il suo stile, Romeo e Giulietta. Dopo un doveroso Omaggio all’onestà di Alberto Sordi, non mancheranno la lezione teatrale di Peter Brook o il Teatro Giapponese che Formica ha incontrato a Spoleto nel 1977: i grandi Interpreti del Minzuko Buio Dan (cosiddetto perché gran parte dello spettacolo si svolge al Buio).

Ma Formica non si fermerà qui. Analizzerà anche tutto il “Coté” intelletual-mondano che circonda le rappresentazioni teatrali: dal Critico che non ama il suo lavoro e va a teatro solo per “rimorchiare” ed esercitare il suo piccolo/grande potere, alle insegnanti che, dimenticando il loro ruolo, si concentrano solo su loro stesse e la bella figura che “devono” fare, fino al pubblico da Prima teatrale, sì ma anche da molto prima… molto prima che la Prima abbia luogo…
La Nuova Scuola ha deciso che la teoria dell’Evoluzionismo verrà abbandonata e dimenticata per far posto ad Adamo ed Eva… ed ecco che subito un Dio Bambino costruirà un mondo per il suo proprio divertimento… ma alla prima difficoltà lo distruggerà in un moto di rabbia…

Vi ricorda qualcosa? Per fortuna qui è Teatro e il Teatro, si sa, E’ Finzione…



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