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Data: 08 Settembre 2001 Autore dell'articolo: Floriana Belardi Durata: 9' 01'' A cura di: Federica Fantozzi - NonLeggere.it Riprese: Interact Stream Team Montaggio: Interact Stream Team Link di approfondimento: mantova.nonleggere.it | |||||||||||||
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Margaret Mazzantini 16 Aprile 2004 |
09 Marzo 2004 |
23 Aprile 2003 | |||||||||||||||||||||
| Un rapporto velato e spesso impercettibile lega insieme il luogo fisico dove l’autore prende in mano la penna e il luogo immaginario in cui gli intrecci narrativi si dipanano e i personaggi prendono vita materializzandosi sulle pagine. Eremo solitario o luogo affollato condiviso con altri, ogni autore si sceglie il proprio, e lì il pensiero si abbandona. Per Andrea De Carlo, un luogo isolato e tranquillo, lontano dai rumori del mondo, come la sua casa in campagna nelle Marche, è il rifugio ideale per scrivere, anche se poi ambienta i suoi romanzi in città irrequiete come Milano, o dispersive come Los Angeles. Carlo Lucarelli predilige invece le oscurità bolognesi e si adatta più facilmente, ritagliandosi spazi fertili nei luoghi più disparati. Si definisce "scrittore di giorno" più che di notte, "di pioggia" invece che di sole, restando in attesa che i prodigi del progresso tecnologico gli consentano un giorno di poter, in macchina, guardare un film, leggere, e scrivere un libro. |