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Data: 18 Maggio 2003 Autore dell'articolo: Dario Scavelli Durata: 6' 17'' A cura di: Dario Scavelli Riprese: Cristina Sammartano Montaggio: Cristina Sammartano Link di approfondimento: www.sangeetmela.com | |||||||||||||
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18 Maggio 2003 |
18 Maggio 2003 |
17 Maggio 2003 | |||||||||||||||||||||
| “La rudra vina risale alle divinità indiane, alla simbologia tantrica, si dice che Shiva inventò questo strumento sognando di ascoltare i canti di una donna ed essere poggiato tra i suoi seni…” Ore 20:32 – domenica Gli artisti non sono ancora saliti sul palco ed io mi avvicino per fotografare gli strumenti…la rudra vina è poggiata sulle sue zucche… :) Sono stupito e la mia non_conoscenza mi porta a domandarmi “ma quei suoni/lamenti magnifici da dove arrivano? Come fa uno strumento cosi semplice a tirar fuori melodie cosi grandiose?” Sono cose di qui nessun ci hai mai insegnato nulla…quelle scoperte da autodidatta dove nessun professore ci ha detto di fare una ricerca o uno studio… Mi dicevano sempre: “Ma sono mondi troppo lontani…perché devi sapere queste cose? Che ti frega dell’India…” Oggi dopo studi personali, ho finalmente avuto la possibilità di vedere questo strumento dal vivo…vi sembrerò un idiota, un profano, ma credo fortemente nell’idea che questo strumento deve essere considerato Patrimonio dell’umanità… un qualcosa che tutti gli uomini devono conoscere e rispettare… Abbiamo poco tempo per queste scelte, i maestri che sono in grado di suonare questo strumento sono veramente poche, le tradizioni culturali di questa grandezza non possono perdersi… Ore 21:26 Con un gesto elegante, il maestro poggia una delle due zucche sulle spalle ed impugna il bastone centrale provvisto di corde…inizia con semplici gesti accarezzando le corde facendole vibrare sempre con più precisione… Il Dhrupad di Ustad mi porta in uno stato di estasi… |