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Data: 16 Marzo 2003 Autore dell'articolo: Nino Rossi Durata: 11’15’’ Riprese: Cristina Sammartano Montaggio: Cristina Sammartano | |||||||||||||
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11 Marzo 2005 |
17 Novembre 2004 |
02 Marzo 2004 | |||||||||||||||||||||
| Presso il Teatro dell’acquario di Cosenza abbiamo avuto la possibilità di apprezzare la straordinaria vivacità del suo monologo liberamente tratto da:”Pasolini:cronaca giudiziaria, persecuzione, morte”, a cura di Laura Betti. Un punto di vista alternativo, che scavalca volutamente qualsiasi intento di celebrare la statura e l’importanza di una figura come P.P.Pasolini per soffermarsi sul vuoto che personaggi di questo calibro hanno lasciato. Le circostanze storiche e socio culturali del ventunesimo secolo ci fanno realizzare, come mai prima d’ora, quanto la nostra società sia orfana di figure con coscienza critica e capacità denunciatoria. Personaggi che riescano ad essere scomodi nell’ interfacciarsi con una cultura che , eccezion fatta per ambienti circoscritti o elitari, sembra capitolare verso la morte delle menti, lo standard.Nella pièce del giovane attore milanese non c’è traccia ne di Pasolini ne dei suoi testi, al contrario troviamo dei personaggi che lo accusano, che condannano le sue tendenze sessuali, pregiudicando con grettezza la sua credibilità. Per tutta la durata dello spettacolo Pasolini è un interlocutore muto, spettatore passivo di coloro che si sono avvicendati nel puntare il dito contro la sua scomoda capacità di analizzare le patologie sociali, caratteristica per cui qualcuno lo ha amato. Gli si scaglia contro l’avvocato, il critico, il giudice, tutti personaggi interpretati con fermezza e col solo aiuto di cambi di scena veloci e scanditi. Questo spettacolo afferma fortemente quanto le tematiche pasoliniane siano attuali e concrete, specialmente se messe in relazione con un mondo senza equilibri e povero di valori come quello in cui viviamo. A voi il giudizio! |